
Calibrazione del monitor: perché è importante e come farla
Se guardi e correggi le tue foto su un monitor non calibrato, stai lavorando su colori sbagliati. Le regolazioni di fabbrica sono quasi sempre troppo luminose e troppo fredde: il risultato è che le stampe escono scure e i colori cambiano da uno schermo all'altro.
Calibrazione di base, senza strumenti
Windows e macOS hanno una procedura guidata per regolare gamma, luminosità, contrasto e bilanciamento del bianco (su Windows si trova cercando "Calibra colori dello schermo", su Mac nelle impostazioni Monitor). Online esistono anche pagine di test con scale di grigi che aiutano a capire se si distinguono bene le ombre e le luci. È un buon punto di partenza, ma dipende dal tuo occhio e dalla luce della stanza.
Calibrazione professionale con colorimetro
Per un risultato affidabile serve un colorimetro, uno strumento che si appoggia sullo schermo e misura i colori reali, creando un profilo ICC. Io lavoro da anni con strumenti X-Rite. Per la fotografia conviene impostare:
- bianco a circa 6500 K (D65);
- luminosità tra 100 e 120 cd/m², più bassa di quella di fabbrica;
- gamma 2.2.
La calibrazione va ripetuta ogni uno o due mesi, perché i monitor cambiano con l'uso.
Pixel difettosi
Esistono anche test e programmi per individuare pixel bloccati o spenti: utili soprattutto quando si compra un monitor nuovo, entro i termini per la sostituzione.
La gestione del colore è alla base di tutto il mio lavoro, dalla riproduzione di opere d'arte alla stampa. Se hai dubbi sul tuo flusso di lavoro, scrivimi.







